I Sitelink sono dei collegamenti che Google inserisce in maniera automatica all’interno dei propri risultati di ricerca organici, subito sotto la description, che puntano a delle pagine interne di un sito. I Google Sitelink servono per facilitare gli utenti nelle loro ricerche e vengono individuati da Google in base a quelle che sono le loro esigenze.
L’assegnazione dei sitelinks è completamente arbnitraria da parte di Google e dipende unicamente dalla presenza (e dalla individuazione da parte di Google) di pagine pertinenti alle ricerche degli utenti. Esistono, in ogni caso, fattori che possono influenzare la presenza o meno di questi elementi: la buona navigabilità, i link in entrata e i volumi di accesso.
L’unica vera e propria possibilità di ottimizzazione dei Google Sitelink è quella di permetterne o meno la visualizzazione dopo che google li ha generati. Infatti, nel pannello di controllo del Google Webmaster Tool è possibile disattivare uno o più link elencati nella lista. L’operazione, ovviamente, non è immediata: dopo averli bloccati ci vorrà un po’ di tempo prima che scompaiano.
Inoltre è possibile ottimizzare le pagine che vengono visualizzate nei Sitelink. Se nei link compaiono tre pagine interne, si può fare in modo che da queste risorse gli utenti raggiungano facilmente altre pagine del blog o del sito.
L’epoca dei blog e dei social network ha dato origine ad una serie di siti, indispensabili per il buon consulente di search engine marketing: i topic tracker. Si tratta di siti specializzati nel “dragare” il web alla ricerca di conversazioni, post e commenti con lo scopo di categorizzarli e sintetizzare in appositi report le tematiche (topic) di discussione più frequenti.
Riportiamo una lista di siti che offrono questi servizi.
Servizi che forniscono report via e-mail o rss
- GigaAlert (solo e-mail, no RSS)
- Google Alerts
- PubSub
- Regator
- Swamii (solo e-mail, no RSS)
- Topikality
- Trackle (solo e-mail, no RSS)
- Woofeed (solo e-mail, no RSS)
- Yahoo Pipes
- Yotify (solo e-mail, no RSS)
Siti senza esportazione di report
Questi siti non inviano report periodici, per cui è necessario connettersi per aggiornare le proprie ricerche .
- Cascaad
- Collecta
- Ensembli (offers email digests)
- Guzzle.it
- LazyFeed
- My6Sense
- Technorati
- YourVersion
Una semplice metafora per capire l’importanza della targettizzazione di una campagna on-line è quella della gita fuori porta in automobile. Prima di partire per il viaggio naturalmente riforniamo la nostra macchina di benzina. Il pieno (i.e. il nostro budget per le campagne webmarketing) ci garantisce, in base al consumo chilometrico dichiarato dalla casa produttice, un raggio di autonomia teorica di diciamo 300 chilometri (i.e. il potenziale di click garantito dal budget su Google) per raggiungere le destinazioni che più gradiamo. Mettendoci in viaggio però ci rendiamo conto che ci sono variabili che incidono fortemente sull’autonomia: lo stato delle gomme, la qualità del manto stradale, il peso dei bagagli che abbiamo caricato sull’autovettura. L’autonomia potrebbe in definitiva variare da 280 a 320 chilometri (i.e. l’impatto della scelta delle keyword sui costi), a parità di pieno!
Non basta. Se siamo partiti senza una buona cartina stradale rischiamo di perderci le bellezze paesaggistiche o di non vedere quelle che stiamo cercando… insomma ci accorgiamo di aver sprecato tempo (e denaro) per un giro poco soddisfacente.
L’esperienza di una campagna di webmarketing insegna che la il lavoro preparatorio è cruciale: la profilazione dei canali di promozione e delle keywork determina, prima di ogni altra cosa, l’impatto delle attività di promozione sul ritorno dall’investimento per il cliente.
A dare credito a questa impostazione, Forrester Research ha recentemente evidenziato in un recente rapporto come chi invia email con contenuti profilati sulla base di dati segmentati ottiene risultati dalle 4 alle 6 volte superiori (a seconda del tipo di segmentazione) di chi invia lo stesso messaggio a tutti gli utenti.
Purtroppo in Italia troppo spesso chi gestisce la visibilità on-line si ferma a quel comodo risultato che è il volume di click generati da Google Adwords. Prendere questa cifra come argomento di vendita verso i clienti non solo è incorretto, ma addirittura dannoso, perchè quasi mai permette loro di apprezzare un incremento del giro di affari.
Le terminologie abitualmente utilizzate dagli specialisti di webmarketing spesso confondono i non addetti ai lavori. Con questo breve articolo cerchiamo di capire la differenza tra le due tecniche più citate quando si tratta di promuovere siti internet sui motori di ricerca e cioè SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing).
- la Search Engine Optimization (SEO)
- il Search Egine Marketing (SEM)
La Search Engine Optimization (SEO) comprende tutte quelle attività messe in atto da un professionista dei motori di ricerca allo scopo di migliorare il posizionamento delle pagine di un sito web sulle pagine dei risultati organici dei principali motori di ricerca come Google, Yahoo e Bing. Si tratta, in parole povere, dei risultati che compaiono nel blocco di centro-sinistra della tipica pagina dei motori di ricerca.
Il consulente di Search Engine Optimization viene definito con il termine di SEO Specialist (o specialista SEO, o consulente SEO in italiano) e le sue attività si concentrano principalmente su fattori di posizionamento “on-site”, cioè elementi riguardanti l’ottimizzazione dell’architettura di un sito, delle sue singole pagine e di tutti gli elementi di contenuto che lo compongono.
Il Search Engine Marketing (SEM) indica l’insieme delle attività di web marketing svolte per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web attraverso i motori di ricerca. Si tratta dunque di una materia più ampia del SEO, che parte da obiettivi più generici di incremento della reperibilità di un sito internet sui motori di ricerca e che contempla azioni anche “off-site”, come il copywiting (la predisposizione di contenuti ottimizzati simili a comuniati stampa da divulgare sul web), l’article marketing (la pubblicazione di comunicati stampa su appositi siti), il link building (l’incremento dei siti che fanno riferimento al nostro sito mediante link) ed altre.
Da oggi si può navigare in rete e nello stesso tempo fare qualcosa per l’ambiente grazie a Ecosia, il primo motore di ricerca ecologico ad avere come fine la protezione di migliaia di ettari di foresta amazzonica. Per ogni ricerca effettuata con Ecosia, disponibile in oltre 30 paesi (tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Austria, Olanda, Gran Bretagna, Giappone, Australia, Usa, Canada, Venezuela, Cile…) potranno essere salvati circa due metri quadrati di foresta pluviale.
Ecosia, una “social company” con sede a Wittenberg (Germania), è stata fondata dal tedesco Christian Kroll. Attualmente vi lavorano una quindicina di persone provenienti da tutte le parti del mondo.
Gli ideatori di questo motore di ricerca ecologico hanno stabilito che l’80% dei profitti ricavati servirà per finanziare un progetto di protezione della foresta pluviale nel Juruena National Park in Amazzonia, ove sono sufficienti 5 € per proteggere un intero ettaro di foresta pluviale. Il restante 20% servirà per pagare i vari costi: le persone che lavorano al motore di ricerca (i PR, i programmatori…), i costi del server e dei domini, la pubblicità e le partnership con altre organizzazioni.
Il progetto di protezione della foresta pluviale amazzonica, gestito dal WWF e sostenuto anche da Yahoo! e Bing, è stato lanciato ufficialmente a Berlino negli stessi giorni in cui a Copenaghen i grandi della Terra si riunivano per discutere dei problemi climatici del nostro pianeta. «Il motore di ricerca verde è un metodo molto moderno ed innovativo per salvare il clima del mondo senza un grande sforzo» ha affermato il direttore di WWF Germania Eberhard Brandes.
Stanchi di ricevere messaggi e applicazioni sui social network ? Desiderate recuperare la pryvacy perduta? Ecco un’interessante applicazione che permette di rimuovere i nostri profili sui social network in un unico passo senza perdere tanto tempo con le procedure manuali.
Si chiama Web 2.0 Suicide Machine, ed è possibile utilizzarla per non lasciare più traccia in Twitter, MySpace, LinkedIn e Facebook. E’ un servizio molto utile per dare un taglio netto ai nostri profili digitali, senza addentrarci negli “antri” di ogni social network per scovare quel pulsantino “Rimuovi” che perfino in Twitter fino a tempo fa era impossibile trovare, oltre per tutti quelli che ancora oggi in rete scrivono guide su come cancellarsi definitivamente da Facebook.
Sono da poco stati pubblicati i dati relativi ai termini maggiormente ricercati lo scorso anno su Google, Bing, e Yahoo, i più popolari motori di ricerca al mondo. Questi dati sono molto interessanti per capire il trend degli argomenti nel 2009, e per prevedere quali argomenti avranno un trend più alto nel 2010 e quindi su quali tematiche concentrare le campagne di prodotti.
Keywords maggiormente ricercate su Yahoo:
1. Micheal Jackson
2. Twilight
3. WWE
4. Megan Fox
5. Britney Spears
6. Naruto
7. American Idol
8. Kim Kardashian
9. NASCAR
10. Runescape
Keywords maggiormente ricercate su Google:
1. Micheal Jackson
2. Facebook
3. Tuenti
4. Twitter
5. Sanalika
6. New Moon
7. Lady Gaga
8. Windows7
9. Runescape
10. Torpedo Gratis
Keywords maggiormente ricercate su Bing:
1. Micheal Jackson
2. Twitter
3. Swine Flu
4. Stock Market
5. Farrah Fawcett
6. Patrick Swayze
7. Cash For Clunkers
8. Jon and Kate Gosselin
9. Billy Mays
10. Jayce Dugard


gennaio 25, 2010 in 



